Intervento di Giovanni LolliDi Sabatino: “Ha funzionato la politica, adesso un accordo di programma con azioni e obiettivi concreti ascoltando le imprese. Per la prima volta due Regioni collaborano sulla politica industriale. Saremo un laboratorio” 

Questo primo risultato è dedicato ad Ernino D’Agostino (l’ex presidente di Provincia recentemente scomparso nrd) che per primo ci aveva creduto e che aveva creato un canale di dialogo sia con le Marche che con la task force di Borghini sulle crisi industriali. Cosa non ha funzionato allora? Non ha funzionato la politica: il Governo Berlusconi non ha finanziato per anni la legge 181, una legge di politica industriale e di rilancio dei distretti manifatturieri. Non ci ha creduto nemmeno il Governo regionale di destra, nella scorsa legislatura:  non ha avuto il coraggio di misurarsi con un obiettivo difficile ma determinante. Perchè oggi può funzionare? Perchè sta funzionando la politica: unità d’intenti con la Regione; il governo Renzi dopo decenni investe sulla politica industriale rifinanziando la legge 181; una ritrovata strada di dialogo con le Marche. A questo risultato abbiamo lavorato per mesiha detto questa mattina in conferenza stampa il presidente della Provincia di Teramo, Renzo Di Sabatino  che ha aggiunto: “Adesso saranno fondamentali due cose: l’accordo di programma con il quale definire in maniera puntuale obiettivi e azioni utili, condivisi con gli imprenditori e con una tempistica accettabile.  Altra cosa fondamentale la governance per evitare che imprese e territori vadano avanti in ordine sparso senza mirare ad un obiettivo strategico. Infine ma non da ultimo la collaborazione con le Marche: una regione che  ha strutturato modelli di distretti industriali e di governance pubblica diversi dal nostro. Un confronto che ci sarà utile e che, ne sono certo, non potrà farci che bene”.

Alla conferenza stampa, questa mattina, c’era una significativa rappresentanza del mondo imprenditoriale e sindacale e di quello istituzionale a partire dai Sindaci della Vibrata, dal presidente di Confindustria Abruzzo, Agostino  Ballone al presidente della Camera di Commercio, Giandomenico Di Sante insieme al suo vice,  Gloriano Lanciotti, il presidente dell’Unione Vibrata, Leandro Pollastrelli. Presenti anche i consigliere provinciali delegati, Massimo Vagnoni e Maurizio Verna.

Determinante il ruolo della Regione Abruzzo oggi rappresentata dal vicepresidente Giovanni Lolli e dall’assessore all’Agricoltura, Dino Pepe.

“La tenacia con la quale il presidente Di Sabatino e l’assessore Pepe hanno preso in mano la questione è stata travolgente – ha scherzato Giovanni Lolli che ha precisato due cose – i finanziamenti per le aree di crisi complesse sono quelli stanziati con la 181 dal Governo. Con il riconoscimento avremo una corsia privilegiata anche, ad esempio, lo ha appena chiesto la Toscana per le sue aree di crisi, per allungare i tempi degli ammortizzatori sociali. La Regione Abruzzo ha previsto circa venti milioni per le aree di crisi semplice, che sono di nostro diretto finanziamento, e sono altre risorse con le quali possiamo integrare e dare risposte anche ad altre aree della regione.  Nelle aree di crisi complessa le agevolazioni sono importanti e si realizzano attraverso bandi, crediti agevolati , la partecipazione di Invitalia e c’è già il regolamento mentre siamo in attesa di conoscere quelle per le <aree semplici>”

Per l’assessore Dino Pepe, ex sindaco di un paese vibratiano, Torano, ha funzionato la “velocità” degli enti coinvolti e la sinergia con le Marche: “Devo ringraziare la vicepresidente della Regione, Anna Casini, che ci ha creduto subito anche perchè per loro è strategico non solo il presidio industriale ma anche il completamento della Pedemontana per dimezzare i tempi di collegamento con la Capitale. Tanti gli interessi in comune. Adesso tocca alle istituzioni locali e alle imprese trovare una sintesi sui migliori progetti possibili”.

Di Sabatino ha ringraziato il gruppo di lavoro “ristretto”: i dipendenti dell’ente Renata Durante, Pierluigi Babbicola, Fabrizia Calvarese;  Salvatore Florimbi della Camera di Commercio e Christian Corsi dell’Università. Ed è stato proprio Christian Corsi, docente di Comunicazione d’impresa alla facoltà di Scienze della Comunicazione a sottolineare che “questo primo risultato è già una buona pratica: ha dimostrato la capacità delle istituzioni locali di lavorare insieme. Questo modello si deve strutturare e ci deve sostenere nei prossimi passi. Quelle che chiediamo sono misure straordinarie che però devono servire alle aziende per tornare alla normalità superando la crisi determinata dagli enormi cambiamenti nel modo di fare impresa. Una complessità che bisogna imparare a gestire con nuovi modelli”.

Teramo 12 febbraio 2016